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Antichrist – Intervista a Willem Dafoe

12 Ottobre 2011 - Antichrist, Film, Video

L’intervista a Willem Dafoe sulla realizzazione del film “Antichrist” di Lars von Trier.

 

2 thoughts on “Antichrist – Intervista a Willem Dafoe

Nichilista

Cosa ha indotto Adolf Hitler allo sterminio del diverso? Come è arrivato quell’uomo a diventare uno tra i personaggi più malvagi della storia? Da dove veniva la sua pazzia? Questo si è chiesto Lars von Trier prima di esplicitare al mondo, a mio avviso con gratuita ironia, le sue considerazioni. “Hitler mi fa un pò di simpatia e lo capisco – dice il regista durante la conferenza stampa a Cannes in occasione della prima del suo film Melancholia – ovviamente ha fatto molte cose sbagliate. Lo immagino nel suo bunker – continua – e credo di capirlo come uomo”. E queste le chiamate dichiarazioni schock? Cari critici dalla falsa etica, scusate se ve lo dico, ma non avete capito niente. Quando von Trier dice di averlo “capito” come uomo, vuole semplicemente dire che ha capito le “ragioni” della sua pazzia. Si è domandato il perché di cotanta pazzia e si è risposto. Come? Non ci resta che guardare e riguardare il suo bellissimo film. L’Anticristo qui visto come l’allegoria di tante cose; come lo è Satana, come lo è Dio, come lo è la Natura, come lo sono l’uomo e la donna. è il nome con cui noi chiamiamo le nostre “paure”. Le paure che non vogliamo affrontare, la paura di essere stati la causa della morte di un figlio, di una madre, di un padre. La nostra paura di non essere accettati, amati, capiti. La paura di non riuscire ad alzarsi dal letto la mattina per affrontare un esame, la paura di non riuscire a cacare in un bagno diverso da quello di casa, la paura di un bosco talmente grande e forte da non poterlo combattere, ma che in realtà non esiste. A volte penso a quanto sia cieco l’uomo di fronte all’amore, di quanto sia stupido nel cercare disperatamente un qualcosa sino in capo al mondo e di accorgersi solo dopo di aver avuto quel “qualcosa” sempre accanto, ma di non averlo mai visto. Antichrist non è un film, è uno specchio. Uno specchio capace di rifletterci nei labirinti del nostro inconscio. E se qualcuno non si è rispecchiato, anche per poco, nel grande specchio dell’ “Anticristo”, significa che purtroppo non è ancora capace di “vedere” sé stesso e di non poterlo sconfiggere.
A mio modesto parere (che per altro condivido) Lars von Trier ci regala un’opera d’arte, ed il fatto di essere stato giudicato maliziosamente negativo da molta critica, non fa che confermare la marcata stupidità morale dell’uomo medio moderno che pone l’attenzione maggiore su un pene o un corpo nudo invece di soffermarsi sulle molteplici sfaccettature della realtà e dell’inconscio umano magnificamente mostrate dal regista (nonché sceneggiatore, ideatore e operatore di montaggio). Il rifiuto è la miglior difesa apparente, ma anche la meno risolutiva. Questo ho imparato in 104 minuti di pura auto-analisi. Un viaggio nel luogo più angusto della terra, noi stessi, descritto con arte, violenza e profondità d’animo, da uno dei registi più innovatori del XXI secolo.
Voto 30 e lode

Salomea

Sono completamente d’accordo! Grazie per il tuo prezioso contributo:)

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